Ciemmeci spazio arte

Francesco Cremoni, sculture e disegni

Il canto delle pietre

Terrafino di Empoli (Fi) – 27 maggio 2022 – 31 dicembre 2022

Le sculture di Cremoni richiedono visione e ascolto; sono pietre levigate che a un certo punto si aprono e dalle quali esce una materia misteriosa e primordiale, una sostanza interna, una linfa vitale che scivola e si disperde: come una melodia, come un canto che racconta l’intima composizione del mondo.

L’arte come ispirazione della creatività

Attraverso la promozione della bellezza e la tutela del patrimonio artistico, abbiamo l’opportunità di esprimere la nostra responsabilità sociale, sostenere e valorizzare il patrimonio culturale italiano. Il nostro amore per l’arte si esprime nel nostro lavoro quotidiano, per questo vogliamo portare avanti la tradizione inaugurata anni fa con il nostro Spazio Arte con questa mostra e la realizzazione di questo catalogo, che il Gruppo Florence ha sposato in pieno, sostenendo l’ottava edizione dell’iniziativa “arte e cultura in fabbrica” nella convinzione che sostenendosi a vicenda, arte ed artigianato creano un connubio vincente che esalta i valori più profondi e radicati dell’italianità.

Carrara, luogo delle pietre

Carrara significa “luogo delle pietre”. Il territorio di Carrara è «una molla, caricata nei secoli» di energie individuali connesse e trasmesse in coralità sociale produttiva perché creativa.

La discesa a valle dei grandi blocchi di marmo avveniva lungo pendenze estreme con rischiose manovre manuali coordinate da poche parole (in lingua carrarina), grida e fischi: un mix espressivo che, definito «canto ritmico dei cavatori di marmo di Carrara».

Cremoni si è formato in questo ambiente e con il suo lavoro contribuisce a ri-formarlo. «La mia ricerca esplora il concetto di “erosione della materia” o “lacerazione organica”»

Francesco Cremoni

Francesco Cremoni è nato a Carrara. Nella sua città insegna Tecniche del marmo, delle pietre e delle pietre dure ed il marmo, materiale della scultura per eccellenza nella tradizione della storia dell’arte, è il “suo” materiale.

La mia ricerca esplora il concetto di “erosione della materia”
o “lacerazione organica”, creando situazioni formali che lasciano
un segno, una traccia più o meno marcata. Dettagli
generati dal passaggio del vento, dell’acqua o del tempo,
solchi emozionali di varia intensità, animati dalla luce e dalle
ombre che attraversano la superficie.

Il disegno serve a visualizzare l’idea, fissandola sul foglio di carta con uno schizzo per poi realizzarne tutte le sue variazioni. Questo processo mi aiuta a chiarire ciò che ho immaginato, per poi tradurlo in scultura. Il caso gioca un ruolo importante: lavorando a un’opera, spesso ne intuisco variazioni più interessanti che assecondo modificando l’idea di partenza. Il processo manuale è fondamentale, custodisce la creatività.

Le opere

Un dato immediatamente percepibile nelle opere di Cremoni è la straordinaria perizia tecnica, la maestria nella scelta e nell’impiego degli attrezzi che costituiscono una eredità secolare per gli scultori del marmo. Dal punto di vista estetico fil rouge nella produzione di Cremoni è l’antinomia tra bello e sublime: le superfici levigate, metafora del bello ideale che suscita sensazioni di piacere, si alternano a superfici frastagliate, increspate, acuminate, metafora del sublime che genera una sensazione dolorosa e la percezione del rischio. In tale continua oscillazione dunque risiede la modernità di questa scultura che riflette la condizione esistenziale dell’uomo moderno, sempre in bilico tra la ricerca del piacere e la sensazione irrefrenabile del rischio e del pericolo.